Putin ha distrutto le regioni ucraine proprio dove vivono i suoi etnici

Ucraina – Cento giorni di guerra: migliaia di morti, mutilati (su entrambi i lati), profughi ucraini, città e villaggi distrutti in un paese dichiarato indipendente dopo il crollo dell’URSS.

Il mondo guarda questa tragedia sempre meno preoccupato, considerando la notizia “consumata”, con quel tipo di sollievo “va bene che non sia da noi”.

A causa dei media, l’Occidente semplifica la percezione della situazione con due elementi: l’invasione di Putin – per forza riprovevole e il diritto degli ucraini alla pace, alla sovranità e all’autodeterminazione.

I media dei paesi belligeranti sono soggetti alla propaganda specifica nei tempi di guerra, quindi non dicono la verità, ma la manipolano.

L’emotivo è (relativamente) forte e i filtri del pensiero sono diretti dalla parte della vittima.

Il primo elemento, l’invasione di Putin, è visto come un gesto assolutamente ingiustificato e sproporzionato, che fa circolare il presunto desiderio dello Zar di ricostruire l’impero dell’URSS e la sua pretesa di non avere la NATO al confine!

Il secondo elemento, il diritto del popolo ucraino alla pace, alla sovranità e all’autodeterminazione, sembra essere il sostegno più giustificato dell’Occidente e non solo.

Quando si parla del gesto stesso, dell’aggressione militare, sapendo che il motivo sarebbe l’etnia russa in Ucraina, perdiamo di vista il fatto che nessuno sta conducendo una guerra senza interessi economici.

Putin ha distrutto le regioni ucraine proprio dove vivono i suoi etnici.

Negli ultimi decenni si è creato un profondo senso di odio tra l’etnia maggioritaria e quella non trascurabile per numero, quella russa.

Il risentimento è stato sostanzialmente amplificato dalle politiche nazionaliste di Kiev.

Nella regione di Lugansk, il 39% della popolazione è russa. A Donetsk, 38,2%.

La Crimea, annessa alla Federazione Russa nel 2014 dopo essere stata occupata dalle truppe di stanza alla base di Sebastopoli e dal referendum del 16 marzo, ha raggiunto il 58,3%  di etnia russa.

Sembrerebbe giusto guardare al diritto degli ucraini alla pace, alla sovranità e all’autodeterminazione anche all’etnia russa o di altre nazionalità, che Kiev ha rifiutato per decenni e anche ha negato con la forza delle armi.

Si possono adesso perdonare i crimini degli ucraini e la forte discriminazione etnica solo perché il Paese è ormai devastato dalla guerra?

Le grandi potenze occidentali hanno mostrato un forte interesse a destabilizzare molti Stati dove il vero obiettivo sono le risorse di questi ultimi, non i diritti dei cittadini.

Se la Russia si preoccupasse dei russi etnici in Ucraina, non bombardesse le loro case.

E se l’Ucraina si preoccupasse della propria etnia ucraina e aspirasse ai valori democratici, non accetterebbe un nazionalismo accentuato contro altri gruppi etnici minoritari.

Il gruppo etnico russo in Ucraina ha più di 11 milioni di anime. Molti ucraini vivono anche in Russia.

Perché la convivenza pacifica non è possibile? Perché QUALCUNO alimenta l’inimicizia tra le nazioni!

Gli orgogliosi etnici russi sfidano, sulla base del sostegno della superpotenza militare di Putin. Gli ucraini etnici considerano la democrazia solo un diritto della maggioranza e gli altri gruppi etnici devono essere il più umili e sottomessi possibile!

Voler far parte della grande famiglia occidentale ma con una forte discriminazione nei confronti delle etnie, accettare la corruzione, sembra ipocrisia e totale disallineamento.

L’Ucraina ora ha motivi di odio contro l’etnia russa dopo l’invasione di Putin. Ma proprio questo odio e stato il pretesto per la guerra, ma il vero motivo, per Mosca, è quello economico e geopolitico.

Miliardi di dollari e di euro sono versati dall’Occidente all’Ucraina. L’aiuto offerto è giustificato nella difesa della sovranità contro uno Stato invasore. Il contribuente occidentale così viene informato!

L’Occidente sta spendendo, e apparentemente perdendo economicamente, sulla scia di questa guerra, e brama le risorse sia quelle ucraine che russe.

L’Occidente è interessato al fatto che l’ex Unione Sovietica venga gravemente destabilizzata nella speranza di ottenere un accesso più conveniente allo sfruttamento delle risorse.

Gli aiuti all’Ucraina non risolvono il conflitto, non portano la pace, non la vogliono, anzi!

Tutta la diplomazia occidentale è incentrata sulle sanzioni imposte alla Russia, sui negoziati su gas e grano russi, sul sostegno finanziario e militare all’Ucraina, la parola PACE  nemmeno è sussurrata!

La vittima è sempre la gente comune, ucraina o russa, o di altra nazionalità.

Le decisioni geopolitiche si prendono sulla base di altri interessi lontani da quelli della gente che può sempre essere gettata nel conflitto con il pretesto, paradossalmente, della sua difesa!

Sarà mai possibile risolvere in Ucraina la buona convivenza delle etnie? Come? Con la forza?

La prova che nessuno si preoccupa dell’uomo comune è l’atteggiamento di Kiev nei confronti dei gruppi etnici che vivono in Ucraina, così come l’atteggiamento di Putin di bombardare le regioni ucraine dove vivono etnici russi.

Le Grandi Potenze sono grandi solo dopo il saccheggio dei piccoli popoli, e nessuna guerra ha altra ragione che la sottomissione. Il pretesto dell’attacco è sempre ipocrita. Anche la Russia fa parte di queste Potenze.

Il diritto degli ucraini alla pace, alla sovranità e all’autodeterminazione è inalienabile, ma include lo stesso diritto dei gruppi etnici sul territorio dello stato ucraino, che Kiev ignora con la stessa indifferenza che Mosca mostra nei confronti dei russi in Ucraina.

L’invasione di Putin è stata un errore e un orrore, ha approfondito l’odio tra le due nazioni e ha dato per altre grandi potenze la possibilità di sperare che sarebbero state loro le vincitrici di questa guerra.

Qualcuno sta pensando alle popolazioni colpite? La loro vera difesa non è con le armi, ma con decisioni sagge.

L’Occidente dovrà accettare che non solo i suoi presunti valori democratici liberali sono superiori.

Diventerebbero superiori solo quando includessero la realtà che ogni popolo ha il diritto di coltivare e preservare i propri valori.

Altrimenti, la Terra è governata dalle forze del male.

La guerra è una permanenza. È condotta (più o meno dalle tenebre) dai ricchissimi, che si sono arricchiti mediante l’oppressione, contro coloro per conto dei quali sono diventati ricchi.

Nessuno spende soldi senza interessi. Prima o poi ogni prepotenza diventa inefficiente e autodistruttiva.

I combattimenti continuano… alle vittime (di qualsiasi campo) resta la consolazione di essere chiamati eroi…!

I veri eroi sono i pacificatori, non i morti al comando dei temuti criminali chiamati strateghi militari!

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